Giornale tedesco sottolinea la complicità occidentale nel traffico di organi in Cina

Articolo di Gisela Sommer, Epoch Times – 2 settembre 2013

tranaplant590x321L’Occidente è profondamente invischiato nel discutibile e redditizio commercio di organi in Cina. È ciò che afferma un importante quotidiano tedesco.

In Cina gli organi dei prigionieri giustiziati sono rimossi e venduti per i trapianti, anche a pazienti occidentali. Ospedali occidentali, compagnie farmaceutiche, e medici sostengono i centri per i trapianti cinesi senza fare domande, secondo un rapporto investigativo del giornale tedesco Die Zeit.

L’articolo in tedesco, intitolato “Herz auf Bestellung,” o “Cuore a richiesta”, e scritto da Martina Keller, afferma che l’intento è quello di denunciare la pratica cinese delle esecuzioni a richiesta, e di far luce su medici che vanno contro l’etica della loro professione.

Mentre manovrano su un sentiero stretto “tra cooperazione e complicità”, i partecipanti si aggrovigliano fra conflitti morali, ambizioni professionali, e denaro, con molti che preferiscono rimanere in silenzio sulla questione, scrive la Keller.

“Un essere umano muore, proprio in tempo, così che un altro possa continuare a vivere. Nel sistema dei trapianti cinese, questo è possibile. Nel nome del progresso, nel nome del fare soldi – inclusi soldi occidentali,” afferma l’articolo.

L’articolo pone la domanda, “Dove l’occidente ha il dovere di marcare il confine in modo da non diventare complice?”

Prigionieri giustiziati

La Cina detiene il secondo posto nelle statistiche mondiali dei trapianti d’organi dopo gli Stati Uniti, “un fatto che riempie il governo d’orgoglio,” scrive la Keller. “Più di 10.000 reni, fegati, cuori e polmoni vengono trapiantati ogni  anno, secondo quanto scritto  l’anno scorso sulla rivista The Lancet dall’[ex] vice ministro della salute Huang Jiefu – anch’egli chirurgo dei trapianti.  Secondo le sue statistiche, circa il 60 percento di questi organi viene da prigionieri giustiziati, una aperta ammissione che sorprende,” afferma Die Zeit.

Fino a pochi anni fa, il governo negava come propaganda tutti i resoconti stranieri sulle discutibili praticanti cinesi dei trapianti, e il numero delle esecuzioni in Cina è un segreto di stato.

“Persone all’interno dicono che gli ospedali dei trapianti lavorano con le prigioni e inviano le loro squadre a prelevare gli organi. Non si può escludere che i medici partecipino all’esecuzione,” afferma il resoconto.

Tempi d’attesa brevi

Anche pazienti dei paesi occidentali ottengono i loro reni, fegati e cuori grazie alle esecuzioni cinesi, afferma l’articolo.
Die Zeit ha intervistato Mordechai Shtiglits, 63 anni, di Tel Aviv, che si è recato in Cina nel novembre 2005 per ricevere un nuovo cuore all’ospedale Zhongshan di Shanghai. Là ha incontrato pazienti da Canada, Australia e Hong Kong, che stavano attendendo nuovi organi salva-vita.

“In Cina si può avere un nuovo fuore in due o tre settimane. Se sei fortunato, come Mordechai Shtiglits, può essere anche più veloce,” scrive la Keller. Una settimana dopo il suo arrivo a Shanghai, un chirurgo cinese gli disse che avrebbe avuto un cuore nuovo il giorno seguente, dicendo che veniva da un “donatore” di 22 anni, vittima di un incidente stradale.

L’articolo afferma che questa situazione è tuttavia molto improbabile. Anche se avvengono più di 60.000 incidenti stradali in Cina ogni anno, i medici cinesi non possono sapere in anticipo quando qualcuno morirà a causa di un incidente. Inoltre fino ad oggi la Cina non ha un sistema centrale per la rapida distribuzione degli organi.

La rimozione degli organi da prigionieri giustiziati è fuori legge in tutto il mondo, secondo Die Zeit – i trapianti si basano sul principio della donazione volontaria. I prigionieri tuttavia non sono nella posizione di assumere una libera decisione. Questo è il parere della World Association of Doctors, e della International Transplantation Society.

Il dottor Jacob Lavee, direttore dei trapianti di cuore al Sheba Medica Centre, ha curato Mordechai Shtiglits per anni prima che Shtiglits ricevesse un nuovo cuore in Cina. Lavee ha detto che non aveva quasi più speranza per questo suo paziente. Ma quando Shtiglits gli disse che stava andando in Cina per ricevere un trapianto di cuore nel giro di due settimane, Lavee gli ha sorriso e gli ha detto, “Questo non è possibile”.

Puoi prendere un rene o parte di un fegato da un donatore vivente, ha spiegato il dottor Lavee. “Ma quando qualcuno riceve un cuore, significa che qualcun altro deve morire,” ha detto a Die Zeit.

L’articolo cita l’esperto di bioetica di New York Arthur Caplan, che ha contribuito al libro Organi di Stato: l’Abuso dei trapianti in Cina: “Le autorità della prigione devono cercare specificamente potenziali donatori, esaminare la loro salute, il loro sangue, i loro tessuti, e ucciderli mentre il turista è in Cina. Questo è semplicemente uccidere a richiesta.”

Falun Gong

Il traffico di organi tollerato da un governo è terrificante, così come lo sono le esecuzioni che forniscono materiale per i trapianti. Ma non è tutto – c’è un altro sospetto, persino peggiore. L’avvocato canadese David Matas e David Kilgour, ex Segretario di Stato canadese, entrambe nominati per il Nobel per la Pace nel 2010, hanno raccolto meticolosamente i fatti fin dal 2006.

I due canadesi hanno cercato il più possibile di mantenere tutto nelle loro ricerche indipendente dalle dichiarazioni dei praticanti del Falun Gong, secondo l’articolo di Die Zeit. Non hanno raccolto solo materiale sui prigionieri dei Falun Gong che hanno subito esami medici in prigione, sono scoparsi dai campi senza lasciare tracce o i cui corpi presentavano delle parti mancanti. Hanno anche intervistato pazienti stranieri che hanno ricevuto un trapianto di rene o di fegato in Cina.

Sono persino riusciti a porre delle domande ad ex complici sulla rimozione di organi da prigionieri del Falun Gong. E hanno documentato conversazioni telefoniche svolte ad investigatori che si spacciavano per pazienti o per familiari di pazienti e chiedevano ai centri per i trapianti cinesi la disponibilità di organi del Falun Gong – i praticanti del Falun Gong sono considerati donatori particolarmente adatti, mentre altri prigionieri sono frequentemente infettati dall’epatite B.

Hanno anche citato una conversazione telefonica avvenuta nel marzo 2006 con l’Ospedale Zhongshan, quattro mesi dopo che Mordecai Shtiglits aveva ricevuto il suo cuore, riferisce Die Zeit. Per rispondere alla domanda se gli organi trapiantati erano di praticanti del Falun Gong, un dottore ha risposto: “I nostri sono tutti di questo tipo”.
L’articolo di Keller cita Manfred Nowak, professore di Diritto Internazionale all’Università di Vienna e Ispettore Speciale dell’ONU sulla Tortura fino al 2010, secondo il quale le circostanze documentate dai due canadesi sono “ben ricercate e molto serie”, e un indicatore importante è il forte aumento nel numero dei trapianti in Cina in coincidenza con la persecuzione del Falun Gong.

Per conto delle Nazioni Unite, Nowak inviò una richiesta urgente al governo cinese perché fornisse informazioni accurate sulla fonte degli organi per i trapianti. Secondo Nowak, la Cina ha rigettato tutte le accuse come propaganda, ma non ha mai fornito spiegazioni.

Collaborazione occidentale

“Nel resto del mondo, tali annunci destano orrore,” riferisce Die Zeit. “Ma ciò che quasi nessuno sa è che l’occidente è profondamente coinvolto nel sistema cinese.”

Le compagnie farmaceutiche riforniscono il mercato cinese di farmaci anti-rigetto, e conducono ricerche che molto probabilmente usano organi di prigionieri giustiziati. Ospedali e medici occidentali sostengono i centri senza porre domande, riferisce Die Zeit.

Consulenti occidentali del governo cinese pretendono di contribuire al cambiamento delle pratiche dei trapianto in Cina, mentre allo stesso tempo perseguire interessi finanziari in Cina.

Ambulanze che vengono dall’Occidente sono state dotate di cosiddette “attrezzature per l’esecuzione”. Un rivenditore di auto cinese, ad esempio, offre su internet un furgone di marchio europeo dotato di apparati di monitoraggio e infusione – un simbolo macabro della stretta cooperazione tra giustizieri e medici, riferisce Die Zeit.

Dato questo coinvolgimento, molti occidentali preferiscono rimanere in silenzio.

Compagnie farmaceutiche

Secondo una presentazione pronunciata a Madrid dall’ex vice ministro della salute cinese Huang Jiefiu, i trapianti d’organi hanno sperimentato una crescita notevole, con i trapianti di rene cresciuti tra il 1997 e il 2005 dal 3000 a 8500 all’anno, i trapianti di fegato da due a circa 3.000. Il book è stato reso possibile in parte grazie a farmaci nuovi e migliori.

Sono farmaci che vengono dall’Occidente, afferma Die Zeit.

La compagnia svizzera Sandoz ha fornito fin dalla metà degli anni ’80 alla Cina la Ciclosporina A, che è vitale per la sopravvivenza dei pazienti trapiantati. Roche e Novartis, che ora sono proprietari di Sandoz, così come la giapponese Astellas, ora vendono i loro farmaci anti-rigetto alla Cina, secondo Die Zeit. Al più tardi dal 1994 le loro compagnie erano in grado di conoscere le accuse mosse alla Cina: a quel tempo la ONG Human Rights Watch pubblicò un rapporto dettagliato, afferma Die Zeit.

Alla fine del 2005, Roche ha persino iniziato a produrre il farmaco Cellcept in Cina. Durante una grande cerimonia di inaugurazione del loro impianto a Shanghai, secondo un resoconto di Handelsblatt, il capo di Roche Franz HumerHumer difese la decisione per cui, tra tutti i luoghi possibili, Cellcept doveva essere prodotto in Cina: diversamente che in Giappone, in Cina non c’erano inibizioni etiche o culturali contrarie alla medicina dei trapianti, ha affermato Die Zeit.

L’industria farmaceutica occidentale è anche responsabile degli studi di ricerca in Cina, afferma Die Zeit. Riviste di ricerca hanno pubblicato dove studi clinici su circa 1.200 trapianti in cui le compagnie statunitensi Wyeth e Pfizer, le svizzere Novartis e Roche, e la giapponese Astellas avevano testato farmaci anti-rigetto. Complessivamente queste compagnie hanno collaborato con 20 ospedali in Cina per i loro studi.

Formare chirurghi cinesi

Nella rivista Viver Transplantation, Huang Jiefu ha scritto che “intere squadre per i trapianti della RPC” hanno ricevuto la loro formazione all’estero. Lui stesso ha perfezionato le sue capacità in Australia.

Alcuni centri medici australiani, nel frattempo, hanno stabilito dei requisiti quando formano chirurghi cinesi, scrive la Keller. Ad esempio, il dottor Stephan Lynch dell’Alexandra Hospital di Brisbane chiede a chi si iscrive di fornire una assicurazioni scritta dei loro direttori clinici, o di qualche responsabile politico a livello provinciale, che le abilità apprese non saranno usati per programmi di trapianti che usano prigionieri giustiziati come donatori.

Tuttavia i medici tedeschi sono meno scrupolosi, riferisce Die Zeit. Il German Heart Centre di Berlino, dove sono stati trapiantati quasi 2300 cuori dalla sua fondazione nel 1986, lavora con 30 ospedali cinesi, inclusi centri per i trapianti. Nel 2005 l’assistente personale del direttore medico Roland Hetzer riferiva orgogliosamente a Radio China International della forte cooperazione.

Durante l’apertura di una conferenza di chirurgia cardiaca a Shanghai nel maggio 2012, Hetzer ha annunciato: “Più di 500 medici…dalla Cina hanno partecipato al nostro lavoro a Berlino negli anni. Alcuni dei chirurghi hanno completato l’intera formazione di cinque anni. Hanno fatto tutti un buon lavoro dopo essere tornati nel loro paese,” cita Die Zeit.

Keller fornisce un’altra diversa interpretazione: “Messa in un altro modo: in Germania, i medici cinesi ottengono gli strumenti che permettono loro di trapiantare organi di prigionieri giustiziati in Cina – gli strumenti per gli abusi dei diritti umani.”

Liu Zhongmin è uno dei chirurghi che hanno lavorato a Berlino per anni, scrive la Keller. È ora direttore esecutivo del Istituto Cardiaco Tedesco-Cinese di Shanghai, fondato nel 2000 da  German Heart Centre e dall’Ospedale Orientale di Shanghai. L’ospedale è il più stretto partner della Germania in Cina.

Le qualifiche di Liu sono elencate nel sito dell’Istituto: è responsabile della ricerca clinica in “trapianti di cuore, cuore artificiale e trapianto combinato di cuore-fegato.”

Complessivamente quanti cuori sono stati trapiantati nell’Istituto Cardiaco Tedesco-Cinese? Quale è la fonte degli organi? Liu non ha risposto a queste domande poste da Die Zeit.

Weng, rappresentante di lunga data di Hetzer, e ora medico veterano al German Heart Center, è come Liu direttore esecutivo del Istituto Cardiaco Tedesco-Cinese. Si reca in Cina diverse volte all’anno, secondo Die Zeit.
Anche lui non ha risposto alle domande di Die Zeit. Così come ha fatto Hetzer.

Fermare il commercio di organi

Dal ritorno di Mordechai Shtiglits dalla Cina, il dottor Jacob Lavee è stato attivo politicamente cercando di impedire che più cittadini israeliani andassero in Cina per ottenere un cuore, scrive la Keller. Nel 2008 è stata approvata nel paese una legge sui trapianti che proibisce il rimborso delle spese mediche per trapianti ricevuti in paesi stranieri, se è coinvolto il commercio di organi. Da allora nessuno paziente israeliano è andato in Cina per un trapianto di organi.

Il dottor Lavee ha raccontato a Die Zeit di avere subito attacchi online per aver impedito ai pazienti di andare in Cina.

“Riguardo a questa accusa, sono molto orgoglioso,” ha detto Lavee. Ma non ha raggiunto la fine della sua missione perché il turismo internazionale degli organi verso la Cina continua, anche se la leadership cinese sta – almeno ufficialmente – cercando di riformare, afferma Die Zeit.

Articolo originale: http://www.theepochtimes.com/n3/276208-german-newspaper-points-to-western-complicity-in-organ-trade-in-china/