Petizione contro l’espianto forzato di organi in Cina: ad ora 450 mila firme

articolo di Matthew Robertson – The Epoch Times

Dei cittadini tedeschi firmano la petizione contro il prelievo forzato di organi che sta accadendo all'interno della Cina. (DAFOH)

Dei cittadini tedeschi firmano la petizione contro il prelievo forzato di organi che sta accadendo all’interno della Cina. (DAFOH)

Visto il tentativo della Repubblica Popolare Cinese di far parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ecco una petizione che dovrebbe portare ogni diplomatico a prestare attenzione e prendere posizione: organizzata dai Medici Contro il Prelievo Forzato di Organi (Dafoh), un gruppo di difesa dell’etica medica, la petizione si appella all’Onu per chiedere che la Rpc cessi del tutto l’espianto forzato di organi dai prigionieri di coscienza.

Molti potrebbero rimanere sorpresi nell’apprendere che il regime in Cina sia accusato di essere coinvolto in queste pratiche, sebbene un gran numero di prove indichino che gli espianti forzati sistematici hanno avuto luogo intorno al 2000. L’attenzione internazionale ha costretto l’attuazione di alcuni cambiamenti nel sistema di trapianto cinese – tra cui delle promesse di riforma – ma la Dafoh non è affatto convinta che il prelievo forzato sia cessato. In particolare per il fatto che le autorità comuniste cinesi continuano a negare qualsiasi crimine.

Finora il gruppo di medici ha raccolto quasi 450 mila firme, provenienti da oltre 32 Paesi. Per annunciare il suo progresso sulla petizione ha scelto il primo ottobre, la data della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Theresa Chu, consulente legale della Dafoh per la regione Asia-Pacifico, ha parlato durante un evento tenuto ad Hong Kong per l’occasione. Il piano è di continuare la raccolta delle firme per poi presentarle alle Nazioni Unite il 10 dicembre.

Disponibile sul sito web del gruppo, la petizione afferma che coloro i quali firmano sono «allarmati dell’evidenza di espianto forzato di organi dai praticanti del Falun Gong detenuti in Cina». La petizione ha descritto questo come «una forma terribilmente malvagia di persecuzione contro questa pacifica disciplina spirituale».

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani è pregato di richiamare la Rpc a porre «immediatamente fine» all’espianto forzato di organi, avviare un’indagine destinata a perseguire i colpevoli e di richiamare il Partito Comunista Cinese a fermare la sua campagna contro i praticanti del Falun Gong, un‘antica disciplina spirituale che viene perseguitata in Cina dal 1999.

Tali richieste non possono essere pienamente raggiunte, dato che la fine della campagna contro il Falun Gong porterebbe a richiedere la detenzione di alti dirigenti del Partito responsabili di crimini contro l’umanità, tuttavia la pressione internazionale ha portato, in precedenza, a un cambiamento in Cina, secondo quanto detto da Damon Noto, portavoce della Dafoh.

«Anche se non possiamo raggiungere la fine del prelievo forzato di organi, possiamo vedere ulteriori liberalizzazioni e limitazioni da parte loro su ciò che sta succedendo – ha detto Noto – L’intento è quello di fare pressione sulla Cina da diverse angolazioni: le Nazioni Unite, la comunità internazionale dei trapianti, la comunità medica, sperando che complessivamente tutte queste forze che mettono pressione portino a qualche cambiamento».

Nel 2008 il Comitato delle Nazioni Unite Contro la Tortura, ha chiesto che la Rpc fornisca «una spiegazione completa della fonte del trapianto di organi», apra un’inchiesta e «se necessario, adotti misure al fine di garantire che i responsabili di tali abusi vengano perseguiti e puniti».

Con l’aumento della pressione, il regime cinese è passato dal negare completamente il loro utilizzo di prigionieri giustiziati, ad ammettere che oltre il 90 per cento degli organi sono giunti da quella fonte. Più di recente, un funzionario medico cinese ha ammesso che per anni sono stati espiantati organi senza consenso.

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/petizione-contro-l-espianto-forzato-di-organi-in-cina-ad-ora-450-mila-firme—124274